Buongiorno a tutti dalle CognaTHE’!

Dietro la casellina numero 15 del calendario dell’avvento abbiamo trovato un thè arrivato da lontano…. un ottimo thè sfuso direttamente dal Marocco!!

Ci hanno portato questo thè Andrea e Gabriele dal loro viaggio a Marrakkesh e una sera lo abbiamo gustato tutti insieme!!

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Avevamo messo questo thè in un barattolino, dopo che ce lo avevano portato, e all’apertura del barattolino qualche giorno dopo per gustare il thè siamo stati innondati dall’odore di menta!

Un odore e di comsegnuenza un sapore davvero molto diverso dai thè alla menta che si possono trovare qua in Italia anche sfusi… un gusto delicato intenso e ricercato tutto insieme!!!!

 

Ringraziamo ancora tanto Andrea e Gabriele per questo granissimo regalo 🙂

La sera che abbiamo gustato questo thè tutti insieme abbiamo deciso di abbinarci dei buonissimi cantuccini al limone e al succo di lime dei Fratelli Lunardi! Questi cantucci sono davvero ottimi e insieme alla menta ci stanno davvero bene!!!! Scoprite questi cantucci nel sito dei Fratelli Lunardi

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Ed infine vi lasciamo di seguito delle pillole del viaggio in Marocco di Andrea e Gabriele!16640807_1209657539132862_4192859053146086580_n

Piazza Jamaa el Fna è il centro vitale della città, cambia colore e si trasforma, come un camaleonte, ad ogni ora; di giorno ospita bancarelle, mercanti ed incantatori di serpenti, la sera lascia spazio a piccole bancarelle alimentari, ai cantastorie, ai danzatori e musici.

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Una piazza enorme, raccoglie ogni giorno turisti e locali in un intreccio caotico dove luci, colori, musiche e profumi sono sospesi in un’atomosfera affascinante da vivere sorseggiando un thè freddo alla menta su una delle terrazze che la sovrastano, a contemplare la bellezza del tramonto che si staglia dietro le palme in lontananza.

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Le preghiere dei Muezzin volano dai minareti sulla fresca aria della città che dorme, raggiungono ogni angolo del labirinto di strade e vicoli che caratterizzano Marrakesh.
Il profumo del riad si mescola a quello dei dolci appena sfornati, il tepore del primo raggio di sole ci coccola sulla terrazza panoramica: msemen, yogurt, marmellata, frutta fresca accompagnati da the verde rigorosamente versato dall’alto per creare  la classica schiuma usata dai berberi per impedire alla sabbia, durante le tempeste nel deserto, di mescolarsi al liquido.

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Sorseggiamo in silenzio, lontani da telefonini e tv, chiudendo gli occhi e facendoci rapire dai suoni della città che si sveglia, dall’odore intenso della menta e da quei sapori che non dimenticheremo mai.

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La Madrasa di Ben Youssef, è la scuola coranica più grande del Marocco.

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Entrando si è come catapultati indietro nel tempo, sembra di vedere le tante centinaia di studenti che la frequentavano: c’è chi riposare in una delle sue celle, chi cammina per i corridoi bui caratterizzati da geometrici stucchi decorativi contornati da mattonelle colorate, chi si immerge nella vasca per le abluzioni al centro del complesso, chi prega nella grande sala, tra le colonne e gli archi che sostengono la cupola lignea ed infine chi, sotto il severo sguardo dell’insegnante Muhammad al-Ifrani, studia il Corano.

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Qui il silezio è d’obbligo, camminiamo quasi in punta di piedi, non vogliamo disturbarli.

Essaouira, ad ovest di Marrakesh, affacciata sull’Oceano Atlantico fu fondata da mercanti Cartaginesi è la seconda città Marocchina che abbiamo visitato. Famosa per la sua Medina sul mare, racchiusa da alte mure a protezione dei suoi abitanti, è da sempre stata un porto di collegamento tra Africa ed Europa ed è per questo che respiriamo un’aria più europea rispetto all’entroterrà, nelle sue strade, tra i suoi mercati, tra la sua gente.

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La brezza oceanica si posa sulla nostra pelle durante la visita del mercato del pesce dove su carte di giornale pescatori mostrano il proprio bottino; ed è all’ombra della grossa nave, sopra la quale ragazzini urlanti piegano attentamente le reti appena usate, che una donna col velo ed in braccio un bambino agita animosamente un pesce in mano cercando l’affare.
Poco più in là tre gatti lottano con i gabbiani per raccogliere gli scarti buttati in terra da un piccolo pescatore, improvvisato ristoratore, che messe sedie e tavolini cuoce alla brace il suo pescato, regalando ai passanti la voglia di assaggiarlo per entrare anche loro in questo piccolo quadro.

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Un saluto un dolcezza

Fede&Giulia