Ecco la nostra recensione del libro Un marito all’ora del tè, scoperto per caso navigando online! Innanzi tutto questo libro è un romanzo, quindi non è assolutamente un libro tecnico sul tè! Il tè non è il principale protagonista, ma fa da contorno alla storia delle due protagoniste che sono la mamma Darya e la figlia Mina.

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In tutte le occasioni importanti della vita i personaggi sono riunioni davanti ad una tazza di tè! E’ un componente importante per le loro vite!

Tutto inizia quando Darya, dopo aver svolto calcoli matematici e compilato diversi file excel, invita sua figlia Mina ad un tè pomeridiano in presenza anche del Signor Dashti. Quest’ultimo infatti è il risultato dei calcoli fatti dalla mamma: è lui l’uomo dei sogni e futuro marito della figlia Mina! L’incontro pomeridiano chiaramente è un disastro, niente può funzionare, più che altro perchè non è intenzione di Mina sposare un uomo individuato da sua mamma, senza conoscerlo e senza amarlo. Non vuole infatti replicare l’esperienza fatta da Darya, che sposò suo marito Parviz perchè combinato da sua mamma! Anche se il matrimonio dei genitori alla fine è stato perfetto, nonostante alti e bassi l’amore tra loro è cresciuto e maturato, Mina vuole essere indipendente nella sua scelta.

Il libro è diviso in tre parti: nella prima parte troviamo Darya tra i suoi calcoli e la volontà di combinare il matrimonio della figlia. Darya inoltre sta seguendo un corso di informatica, e fa amicizia di un collega Sam… e ha paura che tra i due possa esserci più di un’amicizia!

Siamo a New York nel 1996. Mina e gli altri due fratelli sono arrivati da piccoli in America, ma sono di origine iraniani, scappati dal loro paese quando arrivò la guerra. Ed è questo il tema della seconda parte del libro, siamo nel 1978 in Iran, e si racconta l’inizio della guerra e il cambio di vita che questa ha portato nel paese. Viene raccontata la paura, e la fuga dei protagonisti del libro verso l’America. Infine, terza parte del libro, Darya e la figlia Mina fanno un viaggio insieme in Iran, per la prima volta tornano nel loro paese d’origine, dove intraprenderanno un viaggio pieno di ricordi e di incontri con i loro parenti e amici che hanno lasciato là all’improvviso. Durante le due settimane del viaggio, entrambe le protagoniste ritroveranno le persone e i sapori del luogo, e Mina farà un incontro davvero sorprendente! Ad una festa della sua amica Bita, incontrerà l’uomo che (forse?!?) sarà quello della sua vita, anch’esso iraniano ma ormai cittadino americano, tornato in Iran per dire addio a  sua nonna malata. Non vi sveliamo chi è l’uomo conosciuto da Mina, perchè è giusto lasciarvi con la suspance e non rivinarvi la sorpresa, ma vi possiamo dire che forse Darya, aveva sbagliato dei conti o dei passaggi, ma non aveva poi errato del tutto i ragionamenti dei suoi calcoli e dei suoi fogli excel per trovare il marito della figlia! 🙂

Le due protagoniste torneranno poi sul finale a New York e alle loro vite… e adesso davvero ci fermiamo!!! Se vi abbiamo incuriosito non vi rimane che prendere il libro e scoprire tutta la storia!

Il libro è molto divertente, niente di impegnato chiaramente ma scorre bene e quindi consigliato per divagare un po’ la mente e rilassarsi!

Vi lasciamo due estratti dove si parla di tè!!!

Voleva che Mina ammirasse le bellezze di quei luoghi, voleva offrirle un assaggio di ogni cosa, ma il tempo stringeva. La portò in una casa da tè in cui era stata anni prima, vicino al Ponte dei trentatrè archi. La porta era nascosta sotto il ponete e i gradini conducevoano in una sala accogliente. Darya fu lieta di contatare che il locale era come lo ricordava. Le persone scale sedevano su tappeti persiani, appoggiate a cuscini cremisi e bordeaux. Gli uomini fumavano narhilè, le donne si rilassavano bevendo. Meostrò a Mina dove riporre le scarpe, fece un cenno al cameriere e si sedettero. Quante bustine di tè che galleggiavano nell’acqua tiepida aveva dovuto sopportare negli Stati Uniti? Là, invece, avrbbero gustato un vero tè, con foglie meticolosamente selezionate e mescolate nella giusta proporzione. Le operazione di infusione, in dam-avardan, sarebbero state supervisionate con cura. Al momento giusto, il tè sarebbe stato versato negli estekan e servito con pezzetti di zucchero tagliati grossolanamente. Non vedeva l’ora di mettersi lo zucchero tra i denti, di sentirlo sciogliere lentamente in bocca sorseggiando la bevanda.

Per un istante, Darya immaginò di bere un tè con Mina dopo il matrimonio. Forse sarebbe stata una di quelle donne che andavano nei negozi e nei ristoranti con le figlie adulte, quelle che aveva visto quando erano arrivati in America, quelle che le avevano fatto sentire la nostalgia di sua madre. Si rese conto che quella non era la fine. Lei non aveva forse fatto affidamento su Mamani anche dopo essersi sposata? Lei e Mina sarebbero rimaste unite. Quando sua figlia fosse tornata dalla luna di miele, sarebber uscite per un tè in compagnia, e avrebbero parlato dei progetti lavorativi di Mina e di dove comprare la migliore crema idratante. Fu un enorme sollievo capire che sua figlia avrebbe continuato a essere sua.