Buongiorno a tutti dalle CognaTHE’ e buona festa!

In questo giorno di festa, vogliamo parlarvi di una realtà che abbiamo conosciuto da poco e che secondo noi merita di essere raccontata.

Stiamo parlando di Chazen, un e-commerce di tè sfuso, di ottimo tè sfuso da tutto il mondo. Questo e-commerce nasce grazie alla dedizione e passione di Daniele.

Stiamo gustando alcuni tè di Chazen, e stiamo scoprendo dei gusti autentici e deliziosi, di cui vi parleremo nelle prossime settimane. Tra i primi tè che vi faremo scoprire, e che trovate sull’e-commerce Chazen, sono il tè bianco cinese Tan Silvery Needle, l’oolong cinese Dong Fang Meiren e il King Pu-Erh (sempre cinese). Dalla prossima settimana vi racconteremo nel dettaglio questi tè (e non solo…).

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Per iniziare ad immergersi in questo mondo di tè in foglia, abbiamo fatto qualche domanda a Daniele, e le sue risposte sono davvero particolari ed interessanti. Vi consigliamo di leggerle… capirete dalle sue parole la passione e la dedizione presente dietro a tutto quello che troverete su Chazen.
E pensiamo che questo sia assolutamente un valore aggiunto al vostro acquisto su questo e-commerce. 

Ecco i riferimenti di Chazen:

E-Commerce Chazen: https://www.chazen.it/

Blog Chazen (con articoli davvero interessanti): https://www.chazen.it/blog

Gruppo Facebook (con consigli, recensioni, risposte e community):  https://www.facebook.com/groups/261178498888306

L’intervista

Di seguito, l’intervista di CognaTHE’ a Daniele D’Amato, proprietario di Chazen.

Com’è nata l’attività Chazen?

Chazen è a tutti gli effetti un progetto con una lunga gestazione. Diciamo che ho sempre avuto due grandi desideri: nutrirmi al meglio che ho potuto e condividere con gli altri le mie passioni. Queste due ambizioni mi hanno portato a maturare l’idea di un e-commerce che avesse i migliori prodotti possibili e che fosse a disposizione di tutti. 
Il nome Chazen da dove deriva?
Chazen è una crasi tra la parola cinese “cha” che significa appunto , e il termine “zen” che rappresenta lo stile di vita a cui bisognerebbe ambire, riducendo la vita stessa all’essenziale e cercando di scegliere solo le cose che fanno stare bene.
Quindi il tè allo stato dell’arte, il meglio che si possa desiderare e trovare.
Ecco, Chazen è una sintesi di questa filosofia: il meglio del meglio, senza eccezioni. Naturalmente con un occhio attento al portafogli, in modo che non ci si debba svenare per poterne beneficiare.
Da dove deriva la passione per il tè?
Avevo da poco compiuto 18 anni e una mia carissima amica, oggi comare d’anello, mi invitò a casa sua per offrirmi un tè alle rose che si era procurato da poco. Ricordo perfettamente la scatolina di latta verde scuro, con un testo cinese dorato e ricordo ancor più il connubio di odori e sapori che mi investì in modo violento: il profumo inebriante delle rose si mescolava perfettamente al sapore profondo di quel tè nero keemun.
Da quel momento decisi che avrei voluto approfondire di più e sapere più possibile su questa pianta e sul mondo del tè più in generale.
In effetti la mia passione si è sempre concentrata sulla materia prima, tralasciando volutamente tutto ciò che ruota intorno al tè.
Teiere, accessori, infusori, tazze e porcellane mi hanno sempre affascinato un po’ meno della stessa materia prima. Pur comprendendo l’importanza di un buon vestito per presentarsi a dovere in qualsiasi ambiente, ho sempre preferito guardare dentro e conoscere chi fosse colui che lo indossa, perché la filosofia zen cerca appunto di andare all’essenziale, alla radice profonda della conoscenza.
Non me ne vogliano gli appassionati delle porcellane e degli accessori che apprezzo molto, ma ho dovuto scegliere di concentrare le mie attenzioni su una cosa in particolare: e ho scelto il tè.
Daniele, dove cerchi e come trovi nuovi tè da inserire nel tuo e-commerce? Quanta ricerca c’è nella tua attività?
Questo è un punto molto delicato e fondamentale per la mia attività. La fase di ricerca iniziale, per riuscire ad aprire l’e-commerce è durata più di cinque anni, durante i quali ho acquistato, spesso a caro prezzo, tutti i prodotti che ho potuto e nel contempo, ho selezionato man mano i produttori che ho ritenuto eticamente corretti, che mi hanno ispirato fiducia e soprattutto che mi abbiano messo nero su bianco che se un prodotto è biologico, lo fosse davvero.
Ma la ricerca non si è mai esaurita e non potrebbe essere altrimenti. Seleziono ogni giorno nuovi tè da adottare nel mio e-commerce, e con questo metodo ormai bevo più di 2 litri di tè al giorno, ancor più perché non può che far bene.
Posso affermare che tutti i prodotti presenti nel mio negozio online sono passati dal mio palato prima di finire in vendita. 
Qual è il tè più particolare che avete mai assaggiato?
Ogni tè ha una sua storia e affascina per alcune peculiarità. Se devo fare una scelta però, diciamo che ce ne sono alcuni che mi hanno colpito più di altri, sia in termini di sapori che di storia a essi legata. Per esempio il Dong Fang Meiren, chiamato anche Oriental Beauty, è un Oolong molto particolare. Durante la crescita, la pianta viene aggredita da un parassita che è un piccolo insetto appartenente alla famiglia delle cicale: la jacobiasca formosana. Questo insetto distrugge parzialmente le foglie più tenere e la pianta, per difendersi, secerne alcuni particolari enzimi che dirotta proprio verso le gemme apicali. Questo comportamento trasforma il gusto del tè al punto che in tazza si sentono profumi e rimandi floreali e quasi mielosi. Un tripudio di odori e sapori che solo la natura riesce a creare.
Un altro tè molto particolare è il Columbra Valle del Cauca, chiamato anche Smeraldo Nero. Questo tè viene prodotto in Colombia che non è propriamente una tipica zona di produzione del tè, ma che qui ha trovato le condizioni meteo ideali per offrire un sapore unico a questo tè nero che differisce molto rispetto ai classici neri a cui siamo abituati a pensare.
E poi come non citare i tè verdi ombreggiati? Il Gyokuro è uno tra i miei preferiti perché, oltre ad avere il più alto contenuto di epigallocatechina che di fatto trasforma questa bevanda in un antiossidante naturale potentissimo, ha anche il pregio di essere uno dei tè verdi più delicati in assoluto. Questo è un tè che va trattato con rispetto: l’acqua non deve superare i 70° C e bisognerebbe tenerlo in infusione non più di 2 minuti. In questo modo il Gyokuro offre il meglio di sé.
Insomma, ogni tè ha una sua storia e come per tutte le cose, ci sono giorni che ci si alza predisposti a un tè nero forte, altri che si preferisce un delicatissimo verde e altri ancora in cui si rimane affascinati da un mix di frutta o erbe che pochi tè riuscirebbero a equiparare. Una mia recente ri-scoperta è stata la camomilla. Preparata con vaniglia, miele e un goccio di latte, si offre con un’abbondante dose di panna montata. Questo mix freddo della panna con il caldo dell’infuso, fa di questa camomilla un’estasi di serenità da restare quasi paralizzati.
Daniele, riesci a dirci i tuoi 3 tè preferiti?
Come ho spiegato prima, le mie preferenze sono più legate alle giornate e ai vari momenti della vita, ma in linea di massima posso dire che adoro i tè oolong come il Da Hong Pao, i darjeeling come il Tumsong, ma anche alcuni tè chai molto particolari.
Parliamo invece di rituale. A prescindere dalle ceramiche, tazze e teiere, hai un tuo rituale del tè che preferisci?
Sono del parere che un rituale appartenga a una cultura specifica. Noi possiamo mettere in scena un processo che difficilmente eguaglierà la cultura tipica di quel rituale nelle sue condizioni ideali. Diciamo che ho condiviso bellissimi momenti di ritualità con le persone adatte, in condizioni più o meno ricreate con dovizia di particolari, ma resto un pragmatico e penso che i miei clienti possano non avere tempo, voglia o pazienza, per ricreare tali condizioni, ma che vorrebbero comunque godere di un buon prodotto. Ecco perché ho concentrato i miei sforzi alla materia prima anziché aprirmi a tutti gli accessori che mi avrebbero sicuramente distratto dalla mia ricerca più importante: il tè.
Daniele, una delle prime cose che ci ha colpito è la tua provenienza: Casarano, in provincia di Lecce.
Ci ha colpito perchè la nonna di Federica è pugliese, ed è originaria di un paese molto vicino a te.
Da qui, ci viene spontaneo chiederti…. Quanto è diffusa la cultura del tè in Puglia?
Ahimè molto poco. La Puglia, come un po’ tutta la nostra penisola, non ha una profonda cultura del tè e dei suoi benefici. Negli ultimi anni a dire il vero il vento sta cambiando e molti miei clienti sono attenti al tè e ai suoi benefici, ma per molto tempo si è creduto che fosse solo una bevanda da assumere quando ci si sentiva poco bene.
In realtà le proprietà e i benefici che la camellia sinensis può regalarci sono tantissimi e bisognerebbe assumerlo regolarmente e in modo prolungato, altrimenti i suoi benefici sono ristretti a un piccolo ambito più mondano che di utilità. Invece, assumendolo con regolarità si riesce a stare bene con se stessi e con il mondo, ritardando l’invecchiamento cellulare o restando più in salute più a lungo.
Siamo curiose di sapere se hai mai visitato delle piantagioni nel mondo…
Ho visto da vicino molte realtà produttive, anche grandi e in alcuni casi ho potuto toccare con mano il prodotto appena pronto. Posso affermare che il tè che arriva in occidente in molti casi non è quello che si consuma nel paese di origine. Il Giappone per esempio, riesce raramente a coprire il fabbisogno interno in modo soddisfacente e resta difficile dunque trovare un buon tè giapponese in Europa.
Ogni partita di tè peraltro, ha delle caratteristiche ben precise che come tutti i regali della natura, variano di anno in anno.
Ecco perché quando trovo un buon prodotto lo acquisto senza indugio, proprio perché quella è un’occasione che non va lasciata. Questo significa che il prezzo del tè non sia tra i più economici, ma se si sta cercando la qualità si è disposti a spendere qualcosa in più altrimenti questo sforzo non vale la pena compierlo.
Abbiamo letto sul tuo blog, che ti occupi anche della bevanda Kombucha. Noi ne abbiamo sentito solamente parlare al momento, e quindi vorremmo chiederti qualche dettaglio ulteriore. Come viene preparata?
Ottima domanda e mi fa piacere che me lo abbiate chiesto.
La kombucha è una bevanda fermentata a base di tè. Si parte da un infuso di tè zuccherato e, grazie alla fermentazione di una serie di microrganismi, si ottiene una bevanda dal gusto piacevole, frizzante, fresca e soprattutto benefica.
Il consumo di questa bevanda è aumentato negli ultimi anni grazie alle sue molteplici proprietà funzionali come antinfiammatorio nonché la sua attività antiossidante. La composizione microbiologica di questa bevanda è abbastanza complessa e sono necessarie ulteriori ricerche per comprenderne appieno il suo comportamento, ma quello che è certo è che il suo consumo migliora la flora batterica intestinale, sostituendo i batteri cattivi con quelli buoni; aumenta la capacità del nostro sistema immunitario, e numerosi altri benefici.
La bevanda ottenuta è ricca di vitamine, minerali, probiotici che hanno diverse proprietà benefiche per la salute umana.
Esistono molte varietà di kombucha e tutte con altrettante proprietà specifiche ma quella ottenuta dalla fermentazione del tè in purezza resta la principale.
Sul kombucha esistono numerosi studi scientifici che ne accertano le proprietà benefiche. Oggi esistono anche tanti libri e articoli sull’argomento tanto che alcune aziende hanno iniziato la produzione industriale di questa bevanda. A questo proposito però c’è da dire che il processo industriale differisce da quello artigianale soprattutto per via della necessaria pastorizzazione a cui si sottopone la bevanda destinata alla vendita e che di fatto annulla molti dei benefici che invece quella artigianale possiede. La pastorizzazione infatti è un processo attraverso il quale si porta a temperature elevate la bevanda per un determinato periodo di tempo, sufficiente per essere certi di eliminare qualsiasi agente patogeno e garantire la vendita in sicurezza. Ciò non vuol dire che la procedura artigianale sia necessariamente poco sicura o che vada a deteriorare la bevanda.
Se si eseguono tutte le procedure con un’accurata pulizia degli accessori e strumenti nonché delle mani che manipolano il prodotto, la bevanda preparata in casa ha sicuramente migliori proprietà e benefici di qualsiasi prodotto commerciale.
Oggi si parla di kombucha anche quando il tè non è più l’ingrediente principale. E’ diventato piuttosto un metodo che si riferisce a qualsiasi ingrediente messo a fermentare con la stessa modalità.
Pertanto oggi si può avere un kombucha di molte specie: ibisco, rooibos, erba tulsi, lapacho, moringa, mate, melograno, e anche mix di frutta, erbe o fiori che personalizzano il gusto finale della bevanda e in alcuni casi ne migliorano le proprietà benefiche.
Il kombucha classico è preparato partendo da un infuso di tè che può essere di qualsiasi tipo.
Quello più diffuso è sicuramente il tè nero, ma ci sono varietà di kombucha ottenute da tè verde, bianco, oolong o pu- erh che sono altrettanto buone e salutari.
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Speriamo di averci fatto conoscere una realtà interessante.
Potete curiosare tra i tantissimi tè presenti sull’e-commerce Chazen, troverete sicuramente ottimi prodotti di cui vi innamorerete, ne siamo certe! I riferimenti per visitare il sito Chazen li trovate sopra, all’inizio di questo articolo.
Buona scoperta di tè…in dolcezza,
Fede&Giulia